Impegno per il cambiamento

Proviamo a dare un’alternativa ai nostri amici che sono stanchi.

Chiunque oggi non ha più pazienza nel sopportare.
La pazienza l’abbiamo persa.
Abbiamo sentito un mucchio di promesse; stiamo affondando.
Il disinteresse e la disinformazione ci accompagneranno al fondo?
In Argentina, fallita, tutto è iniziato così.
In alcune parti del mondo, la gente la spesa la fa correndo.
Non perché abbia premura, ma perché da quando mette un prodotto
nel carrello a quando arriva alla cassa, il costo è aumentato.
Non sono cose che riguardano altri.
Può essere questo il nostro futuro.
Stiamo attenti.
Informiamoci.
Comunichiamo.
Facciamoci delle idee.
Nostre.
I governi che si sono succeduti hanno proclamato programmi importanti,
nobili propositi, poi, il nulla.
Gli articoli giornalistici di questo periodo sono a dir poco scandalosi,
ma ormai ci sembrano normali, è questa la normalità?
Raccontano quotidianamente di gruppi di persone per ogni partito che si siedono
(possibilmente nottetempo) attorno a un tavolo e decidono chi saranno i politici domani.
Una soubrette qui, una ballerina li, un segretario là.
Voilà, la lista è servita.
Ormai conta il nome, non le idee.
Fermiamoci un’attimo - RESET -

Troviamo ancora la forza per indignarci, per protestare.
Troviamo la forza di dire basta, anzi di urlarlo, perché governare un popolo
non è un gioco, è una cosa seria, drammaticamente seria.
Facciamo circolare idee, opinioni, progetti.
Chi dice che non cambierà nulla è una persona rassegnata.
La rassegnazione sul proprio futuro è una delle cose più terribili che possano accadere.
Impegniamoci a non rassegnarci.
Diciamo in giro che cambiare si può.
Con la convinzione di chi sa che cambiare si deve, e non è rimasto molto tempo per farlo.